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Didattica digitale integrata: 4 cose da considerare per tutelare docenti e studenti

didattica digitale integrata
Torna la didattica digitale integrata a solo qualche mese dall’inizio del nuovo anno scolastico. Adesso le scuole hanno l’obbligo di certificare il programma svolto e tutelare l’istruzione degli studenti. Ma seguendo quali logiche?

La Didattica Digitale Integrata in Italia

Le scuole di tutto il territorio nazionale si sono viste costrette a chiudere le porte della didattica in presenza per tantissimi ragazzi. 

Si torna a parlare di didattica digitale integrata, in particolare per gli studenti delle scuole superiori che seguiranno le lezioni da casa al 100%.

Le opinioni sull’introduzione della didattica digitale a scuola sono ancora tante, diverse e spesso non condivise. Una cosa però è chiara: nel bene e nel male in questo momento il digitale è uno strumento abilitante, una finestra che permette di affacciarsi a un modello scolastico a prova di 2020. 

Per non vanificare l’impegno degli ultimi mesi, è fondamentalmente inserire questa nuova innovazione scolastica all’interno di un progetto specifico. Gli obiettivi da raggiungere devono essere ben concreti e misurabili e vanno individuate le competenze, la formazione e gli strumenti necessari a realizzarli. 

La sfida per docenti e presidi è ancora aperta, quindi. Soprattutto perché per tante scuole che hanno già iniziato a certificare la didattica digitale integrata, molte altre non hanno ancora a disposizione le soluzioni adeguate.

Vediamo quali sono i 4 aspetti che gli istituti scolastici devono mettere al primo posto per salvaguardare il lavoro svolto dai docenti e garantire una preparazione adeguata agli studenti.

 

1- Certificare le presenze

Una mano alzata e un “presente!”, per capire subito chi c’è in classe basta fare l’appello.

Con la didattica a distanza le cose sono un po’ diverse. Tra connessioni traballanti, computer sprovvisti di webcam e dispositivi non sempre aggiornati, tenere traccia di chi è presente a lezione non è sempre facile

Diventa prioritario disporre di un sistema per verificare in automatico la presenza degli studenti, oltre a certificare le ore di lezione a cui ogni singolo ragazzo partecipa con precisione assoluta. 

Sia per guadagnare tempo prezioso da dedicare all’insegnamento, ma anche per tutelare docenti, genitori e alunni sul corretto svolgimento del programma scolastico.

Questa verifica deve essere valida per tutte le attività svolte in modalità sincrona, ma non solo. Anche per tutti i materiali multimediali, come video e approfondimenti, che i docenti condividono con gli alunni e che sono parte integrante e imprescindibile delle unità didattiche. 

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2- Assicurare la privacy

Nella prima fase di passaggio dalla didattica in presenza a quella a distanza l’obiettivo, più che lecito, è stato uno solo: permettere ai ragazzi di continuare l’anno scolastico

In prima battuta non si è quindi pensato di utilizzare soluzioni e piattaforme conformi alla normativa sulla privacy europea, e infatti sono presto iniziate le prime perplessità riguardo la conservazione dei dati e il tracciamento delle chat.

Non sono mancate neanche situazioni particolarmente spiacevoli, ad esempio quando persone esterne alla classe sono riuscite ad accedere all’aula virtuale e a interagire con gli studenti, spesso creando confusione e interrompendo il regolare svolgersi della lezione. 

Proprio per questo motivo il Garante della Privacy ha dato delle linee guida ben precise: scuole e università devono assicurarsi che i dati trattati siano usati esclusivamente per la didattica a distanza. Questo per tutelare non solo gli studenti, ma anche i docenti e le informazioni dell’istituto scolastico. 

Diventa quindi imprescindibile ricorrere a degli strumenti che esplicitino chiaramente dove e in che modo vengono conservati i dati degli utenti e che siano trattati rispettando la normativa europea e italiana in materia di protezione dei dati.

 

3- Assegnare le valutazioni con criterio

Durante il primo lockdown è stato argomento di grande dibattito, adesso con la chiusura parziale delle scuole si è tornati a parlarne: valutare o non valutare in didattica a distanza? 

Si sa: a scuola si va per imparare, quindi è giusto che le competenze vengano messe alla prova per verificare il livello di acquisizione della materia.

In aula la gestione delle valutazioni segue una logica ben precisa: alla fine di ogni unità didattica interrogazioni o verifiche ci aiutano a determinare il successo formativo di tutti i nostri alunni.

Ma come verificare l’acquisizione di queste competenze se a scuola non ci si può andare? 

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Proprio come le lezioni, anche le valutazioni possono essere fatte direttamente online, servono solo gli strumenti giusti.

Esistono già delle tecnologie, come quella di TestWe, che permettono di certificare le verifiche o le interrogazioni online garantendo la massima sicurezza e affidabilità, al punto tale che sono riconosciute anche a livello legale. 

In pratica il computer degli studenti viene “isolato”, bloccando l’accesso a internet e a qualsiasi altro programma che non sia quello dove si sta svolgendo la verifica. 

Il sistema è poi programmato per monitorare lo studente durante lo svolgersi della prova, scattando diverse fotografie a distanza di qualche secondo l’una dall’altra. 

Ad alcuni questo tipo di tecnologia potrebbe sembrare un sistema di controllo eccessivo, soprattutto considerando che la scuola è un ambiente educativo che dovrebbe puntare a costruire un rapporto di fiducia e rispetto reciproco tra alunni e docenti.

In realtà il fine principale è quello di certificare al 100% la validità della prova sostenuta e non solo impedire agli studenti di copiare.

4- Formare i docenti

E arriviamo quindi a uno dei nodi più importanti del passaggio alla scuola online. Oggettivamente non tutti i professori hanno la formazione adeguata per creare un programma di didattica digitale integrata.

Tralasciando per un momento le competenze puramente tecnologiche, un programma di didattica digitale efficace si basa su logiche e tecniche ben specifiche, molto diverse dalle lezioni in presenza.

Cambiano le dinamiche, i tempi e a volte anche i ruoli. Questo per agevolare gli studenti, ma anche i docenti, a mantenere alto il livello di concentrazione e a sfruttare al meglio le ore di didattica online – per approfondire meglio l’argomento leggi l’articolo sulle 5 tecniche che puoi mettere in pratica per coinvolgere i tuoi studenti con la didattica a distanza – .

Diventa quindi d’obbligo formare i docenti su questo nuovo modo di fare scuola ed essere sicuri che abbiano tutto quello che gli serve per poter vivere serenamente questo periodo di transizione. 

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Tutti i dati vengono conservati in Italia, assicurando la totale sicurezza delle informazioni di docenti, studenti e documenti scolastici. 

Prima di iniziare a utilizzare la piattaforma, tutto il personale e i docenti vengono formati su regole e strategie della didattica a distanza efficace. 

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